FESTA DELLA REPUBBLICA DEI DICIOTTENNI

72° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 

Care ragazze, Cari ragazzi benvenuti.

Oggi celebriamo INSIEME il 72° compleanno della Nostra Repubblica Italiana, ma celebriamo anche la vostra festa. La festa dei diciottenni di Somma Lombardo. La Città si riunisce, gioiosa ed emozionata nella sua massima sede istituzionale, per condividere il vostro battesimo civico.

E’ un momento speciale: finalmente acquisite l’elettorato attivo e passivo, potete cioè contribuire con il vostro voto o con la vostra diretta disponibilità a determinare, ad ogni livello, le principali scelte politiche e amministrative. E’ un dono grande ed una importante responsabilità. Avete infatti a disposizione nuovi strumenti, da unire ai vostri talepersonali, per migliorare la società in cui vivete.

Per spronarvi in questo compito, voglio condividere con voi le parole di un uomo che 57 anni fa ha acceso le speranze dei vostri coetanei di tutto il mondo.

Indicava una nuova frontiera da esplorare, intesa non come spazio fisico, ma come spazio di inclusione e di benessere per l’intera umanità.

Una nuova frontiera possibile solo a patto che ciascuno si rimboccasse le maniche in prima persona per realizzarla.

Quell’uomo era John Fitzgerald Kennedy, 35° Presidente degli Stati Uniti d’America, la prima grande Democrazia dell’era moderna e contemporanea.

Il 20 gennaio 1961 a conclusione del suo discorso d’insediamento, pronunciò una famosa esortazione: “dunque miei concittadini (americani) non chiedete cosa il vostro paese può fare per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”.

Quelle parole rappresentano ancora oggi una rivoluzione copernicana, un radicale cambiamento di mentalità. Significano che il Continente, la Nazione, la Regione, la Provincia, la Città, il Quartiere in cui vivo, sono la mia casa e perciò me ne prendo cura, la arredo con gusto, la abbellisco, la ammoderno, se del caso la ristrutturo a fondo, ma la rispetto e la amo. Sempre.

Vuol dire non pensarsi come “ombelico del mondo”, ma sentirsi parte di una Comunità da vivere e migliorare.

Perché ciò fosse possibile, 100 anni fa migliaia di giovani morirono sui campi di battaglia del Piave, dell’Isonzo, del Carso, del Tagliamento. Desideravano libertà, pace e prosperità. Il loro sacrificio fu tradito e vent’anni dopo altri giovani sperimentarono sulla loro pelle l’orrore della guerra fratricida.

Tuttavia la nostra Nazione ha saputo risollevarsi da quelle tragedie con laboriosa dignità, e in quel lontano 2 giugno 1946, il Popolo Italiano scelse di essere protagonista e non più spettatore della propria storia.

Scelse la forma repubblicana e diede il via ai lavori dell’assemblea costituente, per dotarsi di una “carta d’identità” che esprimesse e rendesse possibili le sue aspirazioni ideali.

Il risultato fu sorprendente: la proficua sinergia tra passione, ideali, intelligenze, portò settant’anni or sono, all’entrata in vigore di una delle più belle e lungimiranti Costituzioni mai scritte.

[...] Nei giorni scorsi, mi è capitato tra le mani il testo della Costituzione distribuito dal Ministero della Pubblica Istruzione in molti istituti scolastici, e mi ha colpito un passaggio, rivolto agli studenti, dell’introduzione scritta dal Nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

“Il mio augurio è che questa lettura sia proficua. Che diventi una spinta a migliorarci singolarmente e tutti insieme. La Costituzione è la nostra carta d’identità democratica e mostra una grande fiducia nel futuro che tocca a tutti noi costruire. Le differenze, i diversi interessi, i problemi con i quali ci misuriamo ogni giorno saranno un’opportunità se sapremo esprimere nella vita civile quei valori di libertà, di eguaglianza, di solidarietà, di giustizia, che la nostra Costituzione ci ha consegnato”.

Che dire, è proprio un bell’augurio.

Il Presidente vi invita, Care ragazze e Cari ragazzi, a fare del vostro meglio, a volare alto, a giocare fino in fondo i vostri talenti, a miglioravi personalmente e insieme a chi vi circonda.

E vi invita a farlo partendo da radici solide, quelle della nostra Costituzione repubblicana.

E chi ha radici solide e ben piantate nel terreno, può guardare con rinnovata fiducia alle sfide impegnative ed appassionanti che il futuro riserverà.

Buona Festa della Repubblica e Buona Vita a tutti Voi!

 

"...Le differenze, i diversi interessi, i problemi con i quali ci misuriamo ogni giorno saranno un'opportunità se sapremo esprimere nella vita civile quei valori di libertà, di eguaglianza, di solidarietà, di giustizia che la nostra Costituzione ci ha consegnato"

W il 2 giugno.

W la Repubblica Italiana.

W i nostri diciottenni!