24 ottobre 1917- 24 ottobre 2017

 

Lo scritto del sig. Adelmo è stato pubblicato nel precedente numero di Spazio Aperto con una serie di refusi ed errori da imputarsi alla redazione.

Ripubblichiamo l'articolo e ci scusiamo per l'inconveniente con l'autore.

 

Ricorrendo quest’anno e in questo giorno il centenario della disfatta di Caporetto dovuta a comandi militari inetti, vorrei ricordare un episodio di grande abnegazione ed eroismo di due soldati italiani che nella notte seguente all’avanzata dell’esercito austro-ungarico, volontariamente, senza ordini ricevuti erano penetrati in territorio nemico per riprendersi quattro pezzi di artiglieria che nella precipitosa ritirata del giorno prima erano stati abbandonati sul posto.

Per quattro volte con un tiro di due cavalli avevano oltrepassato le linee austriache e per quattro volte erano rientrati fra quelle italiane, riportando  ogni volta un pezzo. Di questi due soldati uno si chiamava Simontacchi ed era di Lonate Pozzolo dove ancora risiedono persone con questo cognome; l’altro, sergente maggiore, per questa azione decorato “sul campo” di medaglia d’argento (aveva già una croce di guerra al merito) direttamente da Emanuele Filiberto di Savoia, duca d’Aosta, comandante della Terza Armata sull'Isonzo, sul Piave e nella controffensiva di Vittorio Veneto, era di Somma Lombardo: si chiamava Morniroli Ermanno ed era mio papà.