GLI EDITORIALI

Parola al Sindaco

Dopo la sperimentazione effettuata nel corso del 2017 in tre vie cittadine, è iniziata la completa riqualificazione della pubblica illuminazione dell’intera città di Somma Lombardo e delle tre frazioni di Case Nuove, Coarezza e Maddalena.

Si tratta di un’operazione importante e complessa perché, vista la vastità del nostro territorio (il secondo in Provincia di Varese dopo il capoluogo), saranno ben 2.234 i punti luce su cui intervenire.

L’intervento sarà a costo zero per i nostri concittadini, perché totalmente a carico del pool di imprese che si è aggiudicato la gara nazionale per la fornitura e con cui, dopo le dovute comparazioni, è stato stipulato lo scorso anno un contratto di fornitura della durata di nove anni.

Anzi il risparmio stimato per le casse comunali è prossimo ai 75.000€ l’anno per i primi nove anni e ai 150.000 € anno per quelli successivi, quando sarà possibile rimettere a gara la gestione di impianti già riqualificati. Questo perché le nuove lampade a LED garantiscono una durata di funzionamento di superiore ai 20 anni.

Ma l’intervento non ha solo una valenza di carattere economico.

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Un altro anno è giunto a termine, ed il nuovo bussa impaziente alla nostra porta.

Il tempo scorre veloce, e tra un’incombenza lavorativa e una ricorrenza famigliare, ci sembra di vivere ad un ritmo (frenetico) che non ci appartiene.

Fortunatamente il periodo natalizio ci permette di trascorrere momenti di serenità coi nostri cari, ed anche di fermarci un attimo a “guardare negli occhi” i prossimi dodici mesi per immaginare cosa ci potranno riservare. Quest’ultimo è un esercizio importante perché ci da la possibilità di ripensare il domani. E’ come quando, da ragazzi, giocando a “Monopoli” avevamo la possibilità di “ripassare dal Via” e quindi di rideterminare una partita che sembrava già indirizzata.

E’ bello pensare al'anno che verrà come ad un nuovo inizio, perché questo ci predispone, al di là della nostra situazione odierna, a pensieri positivi e quindi ad azioni positive che possono avere riflessi importanti per noi, per i nostri cari e perché no, per la nostra città.

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Dalla sua inaugurazione l’aeroporto della Malpensa rappresenta allo stesso tempo una “croce” ed una “delizia” per il nostro territorio.

Croce perché porta con sé disagi derivanti dall’inquinamento acustico (le famigerate rotte di decollo) ed atmosferico, delizia perché è uno dei principali fattori trainanti dell’economia locale.

Sea, l’ente gestore dell’aeroporto, ha presentato un piano industriale (il “Masterplan”) che prevede il graduale aumento dei passeggeri fino a raggiungere i 32 milioni nell’anno 2030 ed il raddoppio delle merci trasportate sempre entro il 2030.

Si tratta di uno scenario che, pur ipotetico e probabilmente ottimistico, desta legittime preoccupazioni. Anche per questo motivo i sindaci del cosiddetto “CUV” (il Consorzio Urbanistico Volontario, costituito nel 1972, che raggruppa i nove comuni del sedime aeroportuale e di cui anche Somma Lombardo fa parte) hanno elaborato alcune considerazioni da inviare a SEA.

Per i nove sindaci, lo sviluppo dell’aeroporto, se ci sarà, non potrà che essere “equilibrato”, vale a dire rispettoso del territorio, delle sue esigenze, delle sue tradizioni.

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“Summa Sidera Celsa Petit”

Somma guarda alle stelle del cielo…

Questa è la traduzione letterale del motto della nostra città.

Tra tutte è la versione che preferisco, perché ci invita a guardare in alto, a cercare i veri valori, a varcare i propri confini. E se questo fosse (anche) un indiretto richiamo alle dodici stelle dell’Unione Europea?

Si, perché Somma ha sempre avuto una vocazione europea.

Somma è al centro di importanti vie di comunicazione (il fiume Ticino ed il Sempione); Somma ha conosciuto (tra le altre) le dominazioni spagnola, francese, austriaca; Somma ha sacrificato i suoi giovani sui campi di battaglia dell’intero continente; Somma ha visto il primo volo italiano ed oggi ospita sul suo territorio l’aeroporto della Malpensa…

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“Vi sono due cose durevoli che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali”.

Mi ha sempre colpito questo proverbio, in tutte le sue innumerevoli declinazioni.

Si, belle parole, ma concretamente cosa significa per una amministrazione comunale occuparsi di radici e di ali? 

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Mentre questo numero di Spazio Aperto va in stampa, è in pubblicazione “…and the things that remains” (…e le cose che restano) l’album antologico di Ezio Bosso, il noto compositore musicale affetto da SLA, che ci ha elettrizzato e commosso con la sua performance all’ultimo Festival di Sanremo 2016.

Nell’intervista di presentazione dell’opera, Ezio (sempre meravigliosamente sorridente) si confida con Vincenzo Mollica, giornalista del TG1: “Sono affamato di Vita e di musica… C’è un momento nella nostra vita, sono convinto che ce l’abbiamo tutti, dove ci si pone quella domanda… ma quali sono le cose che restano?”

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Lo confesso. La vista del campanile di Sant’Agnese vuoto, spoglio delle sue otto campane, mi lascia spaesato. E’ come se inconsciamente percepissi un senso di mancanza, di incompletezza, di smarrimento.

Da secoli il campanile è lì, maestoso, a scandire con i suoi rintocchi i ritmi della nostra vita.

Non è solo una questione di fede, da tempo immemore le comunità cittadine si raccolgono intorno al proprio campanile, simbolo (anche) di unione civica.

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Marco, 5 anni e mezzo, è un bambino vispo che frequenta una scuola dell’infanzia della nostra città. Anche lui insieme ai suoi coetanei è venuto a trovarci a palazzo Viani Visconti, sede della municipalità di Somma.

Ha visitato i vari uffici, ha ammirato l’austera sala consiliare, ha ascoltato con attenzione le spiegazioni sull’amministrazione della città; infine ha accarezzato con fare orgoglioso il lupo imbalsamato che fa bella posa nell’ufficio dell’assessore all’ecologia.

Ora il giro sta per terminare e Marco è pronto per fare una domanda a bruciapelo: “Ti piace il lavoro di Sindaco?” “Si moltissimo, è uno dei lavori più belli del mondo” rispondo divertito. Marco mi fissa un po’ e poi, regalando a tutti i presenti un sorriso a trentadue denti, ribatte convinto: “Allora da grande voglio fare anch’io il Sindaco di Somma”!

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