GLI EDITORIALI

Parola al Sindaco

Drappo di azzurro a tre leoni rampanti disposti in fascia, il primo e il terzo di giallo il secondo di rosso, tutti linguati di rosso e accompagnati da 12 stelle a otto punte di giallo, disposte in fascia 4 nel capo, 4 sulla fascia e 4 sulla campagna, ogni stella alternata tra i leoni.

Le città sono come le persone. Hanno un nome che le distingue e pregi, difetti
e particolarità che conferiscono loro un carattere preciso.
Ma c’è sempre qualcosa che sfugge, labile e indefinibile,
così da renderle sempre nuove e inaspettate ogni volta che le si rivede.
(Fabrizio Caramagna)

 

Fra poche settimane, domenica 16 giugno, Somma Lombardo festeggerà il sessantesimo anniversario di elevazione a città.

Correva infatti l’anno 1959 quando il Presidente Giovanni Gronchi firmava il decreto di concessione del titolo onorifico al nostro comune.

Era il riconoscimento di un percorso storico che aveva portato Somma Lombardo a trasformarsi da “Borgo Antico a Città Moderna” come recita il titolo del libro dell’ex Sindaco, il Cavalier Ambrogio Rossi.

“Siamo infatti autorizzati a pensare:
essere persone ragionevoli è un contributo indispensabile per il bene comune”
(Mons. Mario Delpini)

Lo scorso 6 dicembre ho partecipato, insieme ad un centinaio di Sindaci e amministratori locali, alla celebrazione dei vesperi in onore di Sant’Ambrogio tenutisi nell’omonima basilica.

In questa occasione alla vigilia della festa patronale milanese, da cinquant’anni a questa parte, l’Arcivescovo rivolge un “discorso alla città”.

E’ un importante momento di riflessione sui temi di attualità, che non si rivolge solo alla locomotiva economica del nostro paese, ma che allarga lo sguardo all’intera Diocesi ambrosiana.

Il titolo del discorso, “Autorizzati a pensare”, la dice lunga sul messaggio stimolante e provocatorio che Monsignor Delpini ci vuole lasciare. E il sottotitolo è ancora più esplicito: “Visione e Ragione, nella costruzione del bene comune”.

<pVisione nel disegnare un futuro incerto, ma non necessariamente fosco; ragione nell’affrontare le problematiche scevri da quell’eccesso di emotiva istintività che pervade il dibattito politico a tutti i livelli.

E’ un invito a recuperare la necessaria razionalità, quella che fa dare il giusto peso alle cose, che aiuta a fissare le priorità nell’agire e che evita di formulare giudizi frettolosi, approssimativi, escludenti.

Foglie d'autunno

Per questo preferisco di gran lunga l’autunno alla primavera,
perché in autunno si guarda il cielo. In primavera la terra.
(Soren Kierkegaard)

 

L’autunno è oramai arrivato con le sue giornate brevi ed i colori dalle mille sfumature.

E’ la stagione in cui si colgono gli ultimi, tardivi, frutti della natura prima dell’inevitabile letargo.

Anche per l’attività amministrativa l’autunno rappresenta un tempo “particolare”. Finita la stagione estiva si iniziano di gran lena le ultime opere pubbliche prima che l’inclemenza del tempo ne rinvii l’attuazione alla successiva primavera.

E’ anche il momento in cui si tirano le prime somme dell’anno in corso e si inizia a programmare il bilancio di quello che verrà. Insomma l’autunno rischia di passare nell’immaginario collettivo come un tempo di transizione, un tempo che si spera trascorra velocemente in attesa del tempo dell’azione.

E se invece l’unicità di questa stagione risiedesse proprio nell’opportunità di riflessione che ci può dare solo un tempo di non azione?

In tal senso molte sono le iniziative che rendono prezioso anche nella nostra città questo autunno 2018.

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Nell’attuale dibattito politico prevale la tendenza a canalizzare la rabbia e la frustrazione dei cittadini verso qualcosa o qualcuno. Non intendo disquisire rispetto alle legittime rimostranze di ciascuno. Tutti ambiamo ad un’esistenza migliore per noi e per i nostri cari. Vorremmo maggiore sicurezza, stabili condizioni di lavoro, la possibilità di programmare la nostra esistenza con fiducia e serenità.

La situazione è complessa e non esistono ricette pronte. Ma cosa possono fare le istituzioni locali per risvegliare nei cittadini un positivo desiderio di futuro e canalizzare in modo proficuo le energie sopite?

Possono, a mio avviso, diffondere il linguaggio della possibilità, del protagonismo, della condivisione.

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Dopo la sperimentazione effettuata nel corso del 2017 in tre vie cittadine, è iniziata la completa riqualificazione della pubblica illuminazione dell’intera città di Somma Lombardo e delle tre frazioni di Case Nuove, Coarezza e Maddalena.

Si tratta di un’operazione importante e complessa perché, vista la vastità del nostro territorio (il secondo in Provincia di Varese dopo il capoluogo), saranno ben 2.234 i punti luce su cui intervenire.

L’intervento sarà a costo zero per i nostri concittadini, perché totalmente a carico del pool di imprese che si è aggiudicato la gara nazionale per la fornitura e con cui, dopo le dovute comparazioni, è stato stipulato lo scorso anno un contratto di fornitura della durata di nove anni.

Anzi il risparmio stimato per le casse comunali è prossimo ai 75.000€ l’anno per i primi nove anni e ai 150.000 € anno per quelli successivi, quando sarà possibile rimettere a gara la gestione di impianti già riqualificati. Questo perché le nuove lampade a LED garantiscono una durata di funzionamento di superiore ai 20 anni.

Ma l’intervento non ha solo una valenza di carattere economico.

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Un altro anno è giunto a termine, ed il nuovo bussa impaziente alla nostra porta.

Il tempo scorre veloce, e tra un’incombenza lavorativa e una ricorrenza famigliare, ci sembra di vivere ad un ritmo (frenetico) che non ci appartiene.

Fortunatamente il periodo natalizio ci permette di trascorrere momenti di serenità coi nostri cari, ed anche di fermarci un attimo a “guardare negli occhi” i prossimi dodici mesi per immaginare cosa ci potranno riservare. Quest’ultimo è un esercizio importante perché ci da la possibilità di ripensare il domani. E’ come quando, da ragazzi, giocando a “Monopoli” avevamo la possibilità di “ripassare dal Via” e quindi di rideterminare una partita che sembrava già indirizzata.

E’ bello pensare al'anno che verrà come ad un nuovo inizio, perché questo ci predispone, al di là della nostra situazione odierna, a pensieri positivi e quindi ad azioni positive che possono avere riflessi importanti per noi, per i nostri cari e perché no, per la nostra città.

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Dalla sua inaugurazione l’aeroporto della Malpensa rappresenta allo stesso tempo una “croce” ed una “delizia” per il nostro territorio.

Croce perché porta con sé disagi derivanti dall’inquinamento acustico (le famigerate rotte di decollo) ed atmosferico, delizia perché è uno dei principali fattori trainanti dell’economia locale.

Sea, l’ente gestore dell’aeroporto, ha presentato un piano industriale (il “Masterplan”) che prevede il graduale aumento dei passeggeri fino a raggiungere i 32 milioni nell’anno 2030 ed il raddoppio delle merci trasportate sempre entro il 2030.

Si tratta di uno scenario che, pur ipotetico e probabilmente ottimistico, desta legittime preoccupazioni. Anche per questo motivo i sindaci del cosiddetto “CUV” (il Consorzio Urbanistico Volontario, costituito nel 1972, che raggruppa i nove comuni del sedime aeroportuale e di cui anche Somma Lombardo fa parte) hanno elaborato alcune considerazioni da inviare a SEA.

Per i nove sindaci, lo sviluppo dell’aeroporto, se ci sarà, non potrà che essere “equilibrato”, vale a dire rispettoso del territorio, delle sue esigenze, delle sue tradizioni.

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“Summa Sidera Celsa Petit”

Somma guarda alle stelle del cielo…

Questa è la traduzione letterale del motto della nostra città.

Tra tutte è la versione che preferisco, perché ci invita a guardare in alto, a cercare i veri valori, a varcare i propri confini. E se questo fosse (anche) un indiretto richiamo alle dodici stelle dell’Unione Europea?

Si, perché Somma ha sempre avuto una vocazione europea.

Somma è al centro di importanti vie di comunicazione (il fiume Ticino ed il Sempione); Somma ha conosciuto (tra le altre) le dominazioni spagnola, francese, austriaca; Somma ha sacrificato i suoi giovani sui campi di battaglia dell’intero continente; Somma ha visto il primo volo italiano ed oggi ospita sul suo territorio l’aeroporto della Malpensa…

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“Vi sono due cose durevoli che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali”.

Mi ha sempre colpito questo proverbio, in tutte le sue innumerevoli declinazioni.

Si, belle parole, ma concretamente cosa significa per una amministrazione comunale occuparsi di radici e di ali? 

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Mentre questo numero di Spazio Aperto va in stampa, è in pubblicazione “…and the things that remains” (…e le cose che restano) l’album antologico di Ezio Bosso, il noto compositore musicale affetto da SLA, che ci ha elettrizzato e commosso con la sua performance all’ultimo Festival di Sanremo 2016.

Nell’intervista di presentazione dell’opera, Ezio (sempre meravigliosamente sorridente) si confida con Vincenzo Mollica, giornalista del TG1: “Sono affamato di Vita e di musica… C’è un momento nella nostra vita, sono convinto che ce l’abbiamo tutti, dove ci si pone quella domanda… ma quali sono le cose che restano?”

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